Pubblicato in G.U. il decreto MiTur sul “Fondo per il sostegno alle imprese del turismo”: 109mln per potenziare il comparto – a breve l’apertura del bando.

23 Marzo 2026
Roberto Piccolo

Premessa:

Il decreto del 16 marzo 2026 del Ministero del Turismo è stato pubblicato il 20 aprile 2026 sulla Gazzetta Ufficiale n. 91, rendendo operative le disposizioni applicative per le agevolazioni agli investimenti turistici. Il provvedimento mette a disposizione 109 milioni di euro (59 milioni a fondo perduto e 50 milioni in finanziamento agevolato) e definisce criteri, beneficiari e modalità di intervento. Da oggi partono i 30 giorni entro cui la Direzione generale competente dovrà emanare l’avviso per la presentazione delle istanze.

Per imprese turistiche, operatori con fatturato prevalentemente turistico e proprietari di strutture tramite i gestori si chiude quindi la fase normativa e si apre quella operativa: il tempo per preparare preventivi, piano finanziario e verifica dei requisiti è, adesso, misurato in settimane.

La misura prevede contributi a fondo perdutofino al 30 % delle spese ammissibili destinati alle imprese del turismo per potenziare l’offerta turistica nazionale. Al contributo a fondo perduto si affianca la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati per il restante 70 per cento della spesa.
I programma di investimenti previsti dal bando variano da un minimo di spesa fissato a 1 milione euro e un valore massimo di 15 milioni.

Ora si attende la pubblicazione delle modalità operative e il calendario le con le date di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, che saranno definiti con un successivo provvedimento attuativo.

 

Attività ammissibili:

Possono presentare proposte di investimento gli operatori che esercitino attività di impresa nel settore turistico, identificati dai codici ATECO di cui alla tabella seguente:

Tabella 1
55.10.00 Servizi di alloggio di alberghi e simili
55.20.10 Ostelli
55.20.20 Rifugi e baite di montagna
55.20.41 Bed and breakfast
55.20.42 Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze
55.22.09 Altri servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d’acqua interne
55.30.01 Campeggi
55.30.02 Villaggi turistici e alloggi glamping
55.30.03 Aree attrezzate per veicoli ricreazionali
55.30.04 Marina resort
55.90.00 Altri servizi di alloggio
56.11.11 Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.12 Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.91 Attività di ristoranti connesse alle aziende agricole
56.11.92 Attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche
56.21.01 Attività di catering per eventi presso location dei clienti
56.21.02 Attività di catering per eventi presso sale per banchetti
56.22.01 Attività di servizi di catering su base contrattuale
56.22.02 Altri servizi di ristorazione
96.23.10 Servizi di centri termali
96.23.9 Altri servizi di centri benessere, sauna e bagno di vapore
93.21.00 Attività dei parchi di divertimento e dei parchi tematici
93.29.10 Discoteche, sale da ballo e simili
93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari
82.30.0 Organizzazione di convegni e fiere
82.30.01 Organizzazione di conferenze e congressi

 

Tipologie di spesa ammissibili:

Gli interventi finanziabili non sono generici progetti di ristrutturazione. Il decreto individua un perimetro preciso, costruito intorno a due vincoli tecnici rilevanti.

Il primo vincolo è la conformità al regolamento GBER (General Block Exemption Regulation, Reg. UE 651/2014 e successive modifiche). Gli investimenti devono rientrare nelle categorie di aiuto compatibili con il mercato interno dichiarate dal regolamento: efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili, protezione dell’ambiente, ricerca e sviluppo, investimenti delle PMI. Questo indirizza il progetto verso soluzioni misurabili e certificabili, non verso lavori generici.

Il secondo vincolo è il rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance), espressamente richiamato nel decreto. Significa che il progetto dovrà documentare impatti ambientali attesi (consumi energetici, emissioni, gestione rifiuti), impatti sociali (inclusività, accessibilità, qualità del lavoro) e governance (trasparenza, compliance, rendicontazione). Per molte imprese turistiche sarà la prima volta che si confrontano con un sistema di reporting ESG strutturato: il piano di investimento dovrà già prevedere, accanto alle voci tecniche, gli strumenti di misurazione e verifica.

 

Ogni piano di investimento deve individuare interventi con finalità di sviluppo dell’offerta turistica nel territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) e il turismo sostenibile. Essi avranno l’obiettivo di migliorare la specializzazione e la qualificazione del comparto, incoraggiando gli investimenti per accrescere la capacità competitiva e innovativa dell’imprenditorialità turistica del settore.

Queste finalità possono essere conseguite mediante:

  1. interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili oggetto di intervento o della parte oggetto di intervento qualora abbia una propria autonomia per la quale sia misurabile il risparmio energetico;
  2. Impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, e relative opere murarie per l’installazione degli stessi destinati a ridurre o ad eliminare l’inquinamento e i fattori inquinanti e quelli volti ad adattare i metodi di produzione in modo da tutelare l’ambiente;
  3. Installazione di apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, in particolare per aumentarne la predisposizione all’intelligenza artificiale, compreso il cablaggio passivo interno o il cablaggio strutturato per le reti di dati e la parte accessoria dell’infrastruttura a banda larga sulla proprietà cui appartiene l’edificio, escluso il cablaggio per le reti di dati al di fuori della proprietà;
  4. Riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi o strutture per eventi mirati a proporre un’offerta turistica di maggiore qualità e più vasta ovvero realizzazione di soluzioni ecosostenibili o ammodernamento delle strutture per una migliore accessibilità, al fine di promuovere un turismo responsabile e inclusivo, anche elevando la competitività della località sul mercato internazionale;
  5. Acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, volti a favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) o il turismo sostenibile.

Le PMI potranno includere nel totale dei costi ammissibili anche le spese relative alle consulenze connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto per ciascun progetto.

 

Modalità di presentazione della domanda e contenuto:

La pubblicazione in Gazzetta del decreto 16 marzo 2026 fa scattare il termine perentorio di 30 giorni entro cui la Direzione generale del Ministero del Turismo deve emanare l’avviso pubblico operativo. La scadenza formale cade quindi il 20 maggio 2026. Entro quella data conosceremo quattro informazioni che oggi mancano e che il decreto rinvia espressamente all’avviso.

Prima informazione: la data esatta di apertura dello sportello telematico e la modalità di presentazione (sportello a graduatoria, procedura valutativa a sportello, click day). La prassi Invitalia dei bandi turismo più recenti (Fri-Tur, IFIT) è stata la procedura a sportello con valutazione in ordine cronologico fino a esaurimento risorse; è probabile che l’avviso segua lo stesso schema.

Seconda informazione: le percentuali di copertura per fondo perduto e finanziamento agevolato, gli eventuali tetti per singolo progetto (minimo e massimo di investimento ammissibile) e la ripartizione tra grandi imprese e PMI.

Terza informazione: la lista ATECO ufficiale in Allegato 1, le regole su attività secondarie e il trattamento dei soggetti con fatturato prevalentemente turistico ma ATECO non ricompreso.

Quarta informazione: l’elenco dettagliato delle spese ammissibili, le soglie minime per categoria (edilizia, impianti, digitalizzazione, ESG), la documentazione tecnica richiesta e le modalità di rendicontazione.

La piattaforma sarà accessibile con identità digitale SPID, CIE o CNS, in linea con tutti i bandi Invitalia attualmente attivi. La compilazione sarà esclusivamente telematica, quindi il legale rappresentante dovrà avere l’identità digitale già attivata e funzionante prima dell’apertura.

 

La documentazione necessaria:

Le istanze propongono piani di investimento e sono presentate mediante una piattaforma informatica sul portale di Invitalia.

  1. Il piano di investimento è corredato da:
    1. la dichiarazione di essere in possesso dei requisiti generali di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36;
    2. la dichiarazione di essere in possesso delle competenze, risorse e qualifiche professionali, sia tecniche che amministrative, necessarie per l’attuazione delle finalità previste dal presente decreto, nei tempi previsti;
    3. il documento progettuale dell’investimento, redatto da un tecnico in possesso delle abilitazioni di legge, che includa anche l’indicazione quantitativa del prevedibile aumento delle presenze turistiche/pernottamenti e nel quale sia asseverata la disponibilità delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione delle singole componenti del piano d’investimento nei tempi previsti dal cronoprogramma;
    4. il piano economico e finanziario dell’investimento indicante analiticamente la modalità di finanziamento a carico del soggetto proponente, la struttura di dettaglio di costi e ricavi gestionali del progetto e i risultati e gli impatti economici, finanziari e sociali attesi, relativi all’attività del proponente, e al contesto socio-economico di riferimento, in un periodo di almeno 3-5 anni a partire dall’operatività;
    5. il cronoprogramma attuativo e procedurale da cui si evinca che la realizzazione del progetto sia coerente con le tempistiche di impegno e di attuazione;
    6. una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in merito all’eventuale possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere.

 

Come prepararsi operativamente al bando:

L’intervallo tra pubblicazione del decreto e apertura dello sportello è una finestra operativa preziosa. Nei bandi gestiti da Invitalia la qualità tecnica della domanda fa la differenza tra ammissione e rigetto: preparare per tempo la documentazione consente di concorrere nelle prime fasi di apertura, quando la dotazione è ancora integra.

I passi concreti da compiere adesso sono cinque.

  1. Verifica requisiti soggettivi: controlla l’iscrizione al Registro Imprese, la regolarità del DURC, l’assenza di situazioni di difficoltà finanziaria ai sensi della normativa UE. Sanare eventuali irregolarità richiede settimane, non giorni;
  2. Classifica l’attività: se rientri nella seconda categoria (fatturato prevalentemente turistico), raccogli bilanci e scritture contabili degli ultimi 3 esercizi per dimostrare la prevalenza;
  3. Progetta gli interventi con logica GBER ed ESG: imposta il piano già dentro i vincoli del regolamento europeo. Interventi generici “alla vecchia maniera” rischiano di non essere ammissibili;
  4. Raccogli preventivi e capitolati tecnici: fornitori di riferimento, computi metrici, certificazioni energetiche. L’avviso chiederà queste evidenze in sede di istanza.

 

Per la verifica della vostra idea progettuale oppure per ulteriori approfondimenti in merito a programmi di investimento, agevolazioni finanziarie e pratiche bancarie, potete contattare il nostro STUDIO ubicato a Barletta al viale G. Marconi n. 8, e nello specifico il dott. Roberto Piccolo ai seguenti recapiti:

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